La mafia uccide solo d’estate (2013)

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locandina-2Chi: Esordio cinematografico dietro (e davanti) la macchina da presa e alla sceneggiatura per Pif, dopo le illuminanti esperienze alle Iene e ad Mtv come autore e unico protagonista de “Il testimone”, una delle trasmissioni televisive più riuscite degli ultimi anni. Sorpresa vera al box office, ha saputo sapientemente fare suo quel brutto periodo prefestivo che quest’anno è intercorso tra l’exploit di Zalone e l’uscita dei vari cinepanettoni e film d’animazione natalizi. Il film, a differenza di tutti quelli solitamente girati a Palermo, è stato realizzato senza pagare il pizzo.

Cosa: La mafia uccide solo d’estate è la storia di Arturo, un ragazzino di Palermo il cui destino è da sempre intrecciato con le tristi vicende della sua città e con l’amore non corrisposto per la sua compagna di classe Flora. La pellicola racconta più di 20 anni di storia palermitana tra stragi e omicidi, guerre sanguinose e uomini senza scrupoli. Chi ha avuto modo di guardare almeno una puntata de “Il testimone” noterà per tutti i 90 minuti di proiezione uno stile e una leggerezza perfettamente riconoscibili, vero marchio di fabbrica del PIf degli ultimi anni che, anche quando parla di cose tremendamente serie, non perde mai il suo tocco e la sua brillantezza. E questo film mantiene intatte tutte queste caratteristiche, inserendole in una storia semplice ma perfettamente funzionale ed efficace: un pretesto che inizialmente appare assurdo col passare delle scene acquisisce un valore profondo e significativo. Pif ci conduce dentro le maglie di una storia fittizia che è però immersa in quel mondo tremendamente vero in cui lui stesso è nato ed è cresciuto. Racconta una vicenda che non è solo la sua, ma è quella di una città, di un’isola, di uno stato, di persone che hanno convissuto con un male terribile che ha influenzato e cambiato per sempre la loro esistenza. Il contorno è una pellicola onesta e parecchio divertente, con due piccoli attori bravissimi (molto più delle loro controparti adulte), una prima parte divertente e una seconda un po più fiacca ma comunque efficace che fa strada ad un finale magistrale e da lacrime agli occhi. Molto curata la ricostruzione degli eventi narrati con l’utilizzo massiccio di immagini di repertorio e di alcuni filmati d’epoca rieditati per inserirvi i protagonisti (un po’ in stile Forrest Gump, per intenderci).

Quindi: “Il testimone” diventa film grazie ad una storia leggera e divertente, ma anche tremendamente seria e commuovente. Un lavoro ben riuscito nonostante i tanti difetti che ogni esordio porta con sé. Una pellicola non perfetta, ma che ha il merito di aver riadattato in modo del tutto nuovo ed originale una delle pagine più scure della nostra storia. Complimenti davvero.

Più: Divertente ed emozionante, fresco e originale; finale da brividi.
Meno: La storia perde un po’ di efficacia nella seconda parte.

Voto: 7.5

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